L'obiettivo di FAST Aerospace (FAST) è quello di sviluppare una piattaforma di lancio innovativa per piccoli satelliti (massimo 250kg), chiamata HyperDart. La piattaforma è concepita per essere composta da un drone alato delle dimensioni di un aereo da caccia con un razzo montato sul dorso.
HyperDart intercetta un problema molto sentito nell’odierno mercato di accesso allo spazio, che in questo momento è infatti molto costoso: ciò è dovuto alla non riutilizzabilità e all'inefficienza di sistema tipiche dei lanciatori verticali convenzionali. Questi razzi richiedono inoltre infrastrutture di lancio specifiche che sono più spesso situate in aree remote del globo lontane dall'Italia e dall'Europa in generale. Le operazioni di spedizione, pre-lancio e il congestionamento delle basi di lancio portano via molto tempo e aumentano la possibilità di danni al carico utile, causando lunghe code per i clienti. Inoltre, i satelliti di piccola taglia hanno poca scelta per quanto riguarda l’orbita di destinazione, e sono spesso costretti a fare affidamento su servizi di aziende terze che, attraverso gli Orbital Transfer Vehicles (OTVs), colmano lo “ultimo miglio” tra l’orbita data dal lanciatore e quella di destinazione, aggiungendo ulteriore costo e complessità alla missione.
Grazie alla versatilità e alla riutilizzabilità tipica degli aeroplani, HyperDart permetterà di decollare da aeroporti convenzionali già esistenti, come lo spazioporto di Taranto-Grottaglie, garantendo quindi un accesso indipendente allo spazio per l'Italia. Inoltre, HyperDart utilizzerà molto meno propellente rispetto ai razzi verticali, di tipo facilmente disponibile e dal ridotto impatto ambientale, riducendo ulteriormente l'impronta dei lanci sull'ambiente. Il sistema è inoltre predisposto per utilizzare propellenti a zero emissioni, come il Sustainable Aviation Fuel (SAF) ed il metano. Tutto questo ad un costo al chilogrammo lanciato assolutamente competitivo e paragonabile ai lanciatori verticali meno cari, senza contare che l’uso di OTV con HyperDart non sarà obbligatorio, assicurando il minor costo al cliente.
Inoltre, la natura modulare di HyperDart consente un accesso allo spazio tempestivo, che si traduce in una maggiore cadenza di lancio e in una diminuzione del tempo di attesa per i clienti. La tecnologia è concepita per essere riutilizzabile per la maggior parte, poiché l'aereo verrà usato per missioni multiple, mentre il razzo, a perdere, verrà fabbricato per ogni volo, rendendo il lancio ancora più personalizzabile. Future versioni di HyperDart già prevedono il 100% di riutilizzabilità, raggiungendo il tanto atteso traguardo del lanciatore completamente riutilizzabile.
Per realizzare questo velivolo, FAST segue un approccio ingegneristico che minimizza ad ogni passo il rischio e l’incertezza tecnologici associati al progetto, che si basa sulla realizzazione di tre famiglie di prototipi intermedi con prestazioni e complessità incrementali. Queste sono:
A partire da luglio 2024, inoltre, FAST è attivamente impegnata nello sviluppo del proprio prototipo di motore ramjet, finanziato da un PoC di 500.000€ da parte di Galaxia, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per lo sviluppo di nuove imprese dedicate al settore dell’Aerospazio. A partire da luglio 2024, FAST realizzerà e testerà in laboratorio la prima unità propulsiva autoprodotta, che getterà le basi per ramjet più grandi e potenti che opereranno sui propri velivoli a partire da SuperDart in avanti. Il ramjet costituisce, oltre che un’importante risorsa e testimonianza di abilità tecnica aziendale, anche una tecnologia strategica per l’Italia e l’Europa, come spesso testimoniato dalle dichiarazioni di figure istituzionali, come l’Ing. Tommaso Ghidini, capo del dipartimento di ingegneria meccanica dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
L'entrata sul mercato di HyperDart è prevista per gli anni Trenta, anche se molti prodotti tecnologici intermedi verranno commercializzati prima di questa data per anticipare i ricavi. In particolare, i droni della famiglia SuperDart sono particolarmente utili per sviluppare tutte le tecnologie in ambito supersonico, alle quali il governo italiano e l'Aeronautica Militare si sono già dimostrati molto interessati. L’azienda ha inoltre già avviato un’indagine per stilare un elenco di tecnologie che potranno in futuro essere protette da brevetto.
Attualmente, l'azienda è alla ricerca di un round seed da 200.000€, che verrà usato per progettare tutti i componenti chiave che verranno poi integrati durante la costruzione di SuperDart con il successivo round serie A.
Il team dietro questa idea è composto da 5 soci fondatori altamente specializzati con una formazione specifica nel campo dell'ingegneria aerospaziale provenienti dal Politecnico di Milano. A partire da settembre 2024, il team si ingrandirà con l'entrata di altri 4 ingegneri a tempo pieno che contribuiranno allo sviluppo e alla realizzazione del prototipo di ramjet. Un gruppo di 5 advisors, composto da 3 figure di spicco del mondo della ricerca nel settore aerospaziale, nonché docenti al Politecnico, e da due ingegneri anziani con un passato come dirigenti di alcune tra le principali aziende del comparto aerospaziale italiano. I mentori consigliano e contribuiscono alle scelte dell'azienda mettendo a disposizione dei soci un'esperienza cumulativa di diversi decenni nel settore della ricerca e sviluppo aerospaziale.