RBT Lab nasce da una convinzione semplice: la robotica non dovrebbe essere un privilegio delle grandi fabbriche. Oggi le piccole e medie imprese manifatturiere, l'ossatura del nostro tessuto industriale, restano tagliate fuori dall'automazione. Non perché non ne abbiano bisogno, ma perché non possono permettersela: per ogni euro speso in hardware, ne servono tre solo per l'integrazione. E anche quando un robot entra in fabbrica, è un sistema rigido, incapace di adattarsi alla flessibilità di cui una PMI vive: lotti piccoli, prodotti che cambiano, linee che si riconfigurano di continuo. Nel frattempo, il 59% delle aziende industriali non trova più manodopera manuale. La piena automazione non è la risposta; sostituire le persone nemmeno. Serve un'altra strada.
Quella strada è la robotica collaborativa. RBT Lab costruisce un ecosistema di moduli robotici pre-validati e pronti all'uso che si inseriscono nelle linee di produzione già esistenti, senza stravolgerle: nessuna reingegnerizzazione, nessun rischio di integrazione. I moduli lavorano fianco a fianco con gli operatori, si prendono il carico ripetitivo e faticoso e lasciano alle persone ciò che le persone fanno meglio. Stessa squadra, stessa linea, più produttività. È il senso del nostro claim: Think Human. Act Robotic.
Il valore non è teorico. Un vivaio industriale con cui stiamo lavorando gestisce una linea di semina in cui semi dalla forma irregolare vanno collocati nei vassoi di semina. È un'operazione delicata che oggi tiene 2 o 3 operatori bloccati sull'ispezione manuale dei vassoi e rallenta l'intera linea proprio sui semi più difficili da posizionare. Il nostro sistema collaborativo, con i suoi moduli di manipolazione, visione, vibrazione e presa, automatizza esattamente quel collo di bottiglia: il processo diventa il 50% più veloce sui semi difficili, si liberano fino a 2 ore al giorno di setup e 1 o 2 operatori, con un risparmio che arriva a 36.000 € l'anno per linea. Il cliente firmerà non appena avrà visionato il PoC, oggi in fase di completamento.
Il nostro motore di crescita è la strategia Lighthouse. Non vendiamo un prodotto a scaffale: in un settore ad alta replicabilità individuiamo un'azienda con un problema produttivo ricorrente e disposta a co-sviluppare la soluzione con noi. Questo cliente pilota finanzia a prezzo di mercato la prima industrializzazione del modulo e ne valida la tecnologia in un contesto produttivo reale; in cambio partecipa ai proventi futuri con una royalty sulle installazioni successive nello stesso verticale, diventando ambasciatore della soluzione nel proprio comparto. Ne nasce un duplice valore: ogni progetto arricchisce la nostra libreria proprietaria di moduli pre-validati e, soprattutto, apre un intero verticale di mercato replicabile, trasformando un singolo cliente in una porta d'accesso verso tutte le aziende del settore con esigenze analoghe.
Il nostro primo cliente pilota è proprio quel vivaio industriale: oltre vent'anni di attività e circa 80 milioni di piante prodotte ogni anno su più siti tra Italia, Francia, Bosnia e Stati Uniti, la credibilità ideale per aprire il verticale agritech. Da qui la soluzione si replica in due direzioni: in verticale, con lo stesso cliente che aggiunge nuovi moduli per automatizzare funzioni contigue senza ricominciare da capo; in orizzontale, perché ogni soluzione validata diventa un template riutilizzabile che abbatte tempi e costi di acquisizione dei clienti successivi. A regime la crescita diventa asset-light: partner produttivi realizzano i sistemi su scala mentre noi tratteniamo la proprietà intellettuale, e una rete di integratori certificati RBT Lab porta i moduli sul mercato. Tutto poggia su standard aperti (ROS), che mantengono contenuta la struttura di costo e concentrano il valore dove conta davvero, nell'architettura software e nella libreria di moduli.
Non siamo soli in questa scommessa. Abbiamo firmato una partnership industriale con De Masi Industrie Meccaniche per sviluppare un nuovo modulo robotico, che ci apre la strada a una candidatura all'ESA BIC, l'incubatore dell'Agenzia Spaziale Europea, e abbiamo raccolto l'interesse di altre aziende che vorrebbero soluzioni su misura. Siamo inoltre tra le startup selezionate per Conception X, il principale programma europeo di venture deep-tech per ricercatori, con base a Londra: su circa 100 partecipanti siamo risultati tra i migliori 15, guadagnandoci l'accesso al Demo Day di novembre davanti agli investitori londinesi. Inoltre siamo in processo di riconoscimento di spin-off da parte del Politecnico di Torino, collaborando con l'I3P nella struturazione del modello di business.
Lorenzo Baglieri, CTO. L'inventore della tecnologia di RBT Lab. Ingegnere meccanico e robotico e dottorando in cotutela tra il Politecnico di Torino e l'Institute of Science Tokyo (già Tokyo Institute of Technology), specializzato in sistemi autonomi, computer vision e interazione uomo-macchina. Ha lavorato allo sviluppo full-stack di piattaforme robotiche complesse (PAQUITOP, Agri.Q), dalla modellazione matematica e dalla progettazione hardware fino all'integrazione in ROS, e possiede una competenza certificata nella gestione della proprietà intellettuale attraverso il programma "Create-Protect-Innovate" dell'EPO (Ufficio Europeo dei Brevetti), cruciale per proteggere le nostre innovazioni proprietarie.
Fabio Calebrano, CEO. Guida strategia, sviluppo commerciale e relazioni con investitori e partner. Un decennio di ruoli di leadership in contesti ad alta pressione all'estero ha costruito la sua capacità di gestire team e prendere decisioni operative là dove l'errore ha un costo immediato; ha collaborato con Limepeak, acquisendo metodi di project management e business analysis per la crescita delle organizzazioni.
Davide Calebrano, CFO. Responsabile della pianificazione finanziaria, del controllo di gestione e della governance. Co-fondatore ed ex CEO di 3DiTALY Ragusa, dove ha maturato esperienza diretta nell'economia dei modelli di business della manifattura digitale, nella struttura dei costi e nella scalabilità operativa.
Giuliano Canzonieri, Head of Software & Embedded Engineer. Fa da ponte tra l'hardware dei moduli e il software di controllo di alto livello. Background in firmware e microcontrollori, con esperienza cloud/enterprise in Cluster Reply (C#, Azure).
Guglielmo Donzella, Head of Control Systems Engineer. Progetta la logica di controllo avanzata e l'intelligenza di sistema. Competenze real-time e safety-critical (ISO 26262) maturate in Magneti Marelli, applicando il Model-Based Design per rendere il comportamento del robot sicuro, stabile e rapidamente riconfigurabile.
Silvia Treccarichi, Strategic Advisor. Supporta i processi di innovazione e la governance. Co-fondatrice con esperienza da board in startup fintech e a impatto, leadership operativa in Amazon e una rete di investitori che spazia da ELITE (Borsa Italiana / SDA Bocconi) a Startup Wise Guys.
Lorenzo Baglieri: https://www.linkedin.com/in/lorenzo-baglieri/
Fabio Calebrano: https://www.linkedin.com/in/fabio-calebrano/
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Giuliano Canzonieri: https://www.linkedin.com/in/giuliano-canzonieri-712186251/
Guglielmo Donzella: https://www.linkedin.com/in/guglielmo-donzella-38698962/
Silvia Treccarichi: https://www.linkedin.com/in/silvia-treccarichi/